il punk giovanile
Siamo tutti d'accordo - penso - sul fatto che il rèp faccia cagare a spruzzo, faccia emettere copiosi litri di diarrea se non all'ascolto sicuramente alla vista degli artisti che lo cacano. Oggi però riprenderemo in mano un vecchio tema di questo sito, mai passato di moda: il punk giovanile.
Questo genere ha lo stesso livello d'ignoranza del rèp, ma camuffato con una veste più melodica che lo rende, al primo ascolto, più carino. Essendo più curato dà al minorenne l'idea di essere al cospetto di un genere musicale degno di tale nome, il suo pensiero sarà «accidenti, ci sono le seconde voci, questo sì che è comporre». Ebbene, tralasciando il fatto che (eccezion fatta per chi ha un solo dito per mano) comporre una linea melodica a due voci è una cazzata perfino per un principiante del pianoforte e che pertanto la presenza di questa fantomatica seconda voce nulla aggiunge al valore dell'opera, andiamo ad analizzare qui di seguito le caratteristiche del punk giovanile.
La chitarra è lamer. Una volta imparata una posizione delle dita, nelle mani del giovane punk è posto un arsenale compositivo di tutto rispetto, pari al numero di tasti sul manico della chitarra i quali si possono combinare tra loro in un numero potenzialmente infinito di combinazioni.



Ora, non mi ricordo quanti siano i tasti della chitarra. Poniamo, per comodità, che siano 15. Di questi, come si vede dalla foto, ne vengono utilizzati 3 alla volta. Nello schema sottostante indicheremo con O i tasti liberi e con X i tasti occupati dalle dita, andando ad illustrare alcune delle possibili combinazioni.
OOOOOOOOOOOOXXX
OOOOOOOOOOOXXXO
OOOOOOOOOOXXXOO
XXXOOOOOOOOOOOO
Come si vede, il numero totale di posizioni diverse è pari a 13. Ora, la frase tipica di una canzone di punk giovanile è di quattro accordi, non di più, altrimenti risulterebbe difficile al giovane punk ricordarsi tutto. Pertanto, elevando 13^4 si ottengono 28.561 possibili canzoni! Se contiamo che in realtà il numero di tasti è ben più alto di 15 e che possono essere introdotte alcune variazioni nel tema della canzone, o nel ritornello, possiamo facilmente intuire come a fronte di una ben scarsa (per non dire nulla) capacità compositiva si riesca comunque ad edificare un edificio armonico di tutto rispetto. Basta fare una sega al manico della chitarra.
Risolto il problema della chitarra, automaticamente si giunge alla soluzione del problema del basso. Tale strumento infatti segue i movimenti della chitarra, con il vantaggio di utilizzare un dito alla volta. L'abilità del bassista di punk giovanile sta tutta nella velocità di esecuzione. Suonare la stessa nota in sedicesimi o trentaduesimi. Se l'abilità del chitarrista è nella paralisi della mano sinistra, quella del bassista sta nel Parkinson alla mano destra.
Il batterista è il più dotato di tutti, per quanto si specializzi nello stesso schema ritmico il quale non varia, immoto nei secoli dei secoli amen, tanto che si potrebbe estirpare la batteria di una canzone a caso ed inserirla su di un'altra canzone a caso e nessuno noterebbe la differenza. Tantomeno i membri del gruppo. Perchè?
Ebbene, coloro che aderiscono alla "cultura" del punk giovanile non si riconoscono fra loro. Vestiti con gli stessi abiti, i capelli ornati dalle stesse pettinature, i cantanti dotati addirittura della stessa voce va da sè che, come in una colonia di formiche, essi siano privi di un'identità. I componenti delle band si distinguono in base alla funzione (batterista, chitarrista, etc), come probabilmente degli animali che all'uomo sembrano identici riescono nell'ambito del proprio gruppo a dotarsi di un'identità individuale. Ma come fanno i giovani punk quando devono rapportarsi con una realtà esterna a quella della propria band? Essi hanno inventato il sistema di riconoscimento che è diventato tipico del punk giovanile: la spilletta. Facile ed economica da realizzare, la spilletta è diventata la bandiera di questa gioventù inutile. Ogni gruppo fa stampare la sua cazzo di spilletta di merda in modo da poter essere inequivocabilmente riconosciuto dagli altri stronzi: «Toh, quel tipo ha delle bacchette da batterista in tasca e porta la spilletta dei My Mother Hates Me So I Cry A Lot, credo proprio che sia il batterista dei My Mother Hates Me So I Cry A Lot».
L'ultima frase direi che capita proprio a fagiuolo per introdurre il prossimo argomento: i merdosissimi nomi dei gruppi di punk giovanile. Passata da un pò la moda del sigla+numero (blink182, sum41, aggettivo7... ah no, questo no), probabilmente per il fatto che è risultata inadatta a distinguere in modo univoco tanti gruppi così uguali tra loro, ora le band si danno nomi sempre più lunghi, delle frasi che li facciano apparire alternativi. Jimmy eat world, Q and not you, Panic at the disco. Quasi avessero letto da qualche parte (ma sappiamo che è impossibile che abbiano letto alcunchè) che i cani ricordano meglio i nomi corti e secchi, parrebbe quasi che si siano scelti nomi lunghi e non mnemonici nel tentativo di farsi considerare più di semplici bestie.
Tentativo fallito: suonate come cani, puzzate come porci e siete stupidi come galline. Ah, mi è appena venuta in mente un'altra peculiarità dei giovani punk. Essi stanno riunificando i sessi: i maschi si mettono l'eye-liner e lo smalto sulle unghie, si fanno delle acconciature elaborate che li rendono simili a femmine, si agghindano persino con più spillette braccialettini e polsini di Cindy Lauper. Le donne invece si riempiono di piercing (osceni) come un buzzurro puzzolente delle tribù e adornano i loro zozzi corpi con tatuaggi da camionista, che starebbero bene (forse) solo sul serbatoio di una Harley Davidson. Uomini simili a donne, donne simili a uomini, e tutti fanno cagare.
Non hai paura che tuo figlio possa diventare uno di loro?
Questo genere ha lo stesso livello d'ignoranza del rèp, ma camuffato con una veste più melodica che lo rende, al primo ascolto, più carino. Essendo più curato dà al minorenne l'idea di essere al cospetto di un genere musicale degno di tale nome, il suo pensiero sarà «accidenti, ci sono le seconde voci, questo sì che è comporre». Ebbene, tralasciando il fatto che (eccezion fatta per chi ha un solo dito per mano) comporre una linea melodica a due voci è una cazzata perfino per un principiante del pianoforte e che pertanto la presenza di questa fantomatica seconda voce nulla aggiunge al valore dell'opera, andiamo ad analizzare qui di seguito le caratteristiche del punk giovanile.
La chitarra è lamer. Una volta imparata una posizione delle dita, nelle mani del giovane punk è posto un arsenale compositivo di tutto rispetto, pari al numero di tasti sul manico della chitarra i quali si possono combinare tra loro in un numero potenzialmente infinito di combinazioni.



Ora, non mi ricordo quanti siano i tasti della chitarra. Poniamo, per comodità, che siano 15. Di questi, come si vede dalla foto, ne vengono utilizzati 3 alla volta. Nello schema sottostante indicheremo con O i tasti liberi e con X i tasti occupati dalle dita, andando ad illustrare alcune delle possibili combinazioni.
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Come si vede, il numero totale di posizioni diverse è pari a 13. Ora, la frase tipica di una canzone di punk giovanile è di quattro accordi, non di più, altrimenti risulterebbe difficile al giovane punk ricordarsi tutto. Pertanto, elevando 13^4 si ottengono 28.561 possibili canzoni! Se contiamo che in realtà il numero di tasti è ben più alto di 15 e che possono essere introdotte alcune variazioni nel tema della canzone, o nel ritornello, possiamo facilmente intuire come a fronte di una ben scarsa (per non dire nulla) capacità compositiva si riesca comunque ad edificare un edificio armonico di tutto rispetto. Basta fare una sega al manico della chitarra.
Risolto il problema della chitarra, automaticamente si giunge alla soluzione del problema del basso. Tale strumento infatti segue i movimenti della chitarra, con il vantaggio di utilizzare un dito alla volta. L'abilità del bassista di punk giovanile sta tutta nella velocità di esecuzione. Suonare la stessa nota in sedicesimi o trentaduesimi. Se l'abilità del chitarrista è nella paralisi della mano sinistra, quella del bassista sta nel Parkinson alla mano destra.
Il batterista è il più dotato di tutti, per quanto si specializzi nello stesso schema ritmico il quale non varia, immoto nei secoli dei secoli amen, tanto che si potrebbe estirpare la batteria di una canzone a caso ed inserirla su di un'altra canzone a caso e nessuno noterebbe la differenza. Tantomeno i membri del gruppo. Perchè?
Ebbene, coloro che aderiscono alla "cultura" del punk giovanile non si riconoscono fra loro. Vestiti con gli stessi abiti, i capelli ornati dalle stesse pettinature, i cantanti dotati addirittura della stessa voce va da sè che, come in una colonia di formiche, essi siano privi di un'identità. I componenti delle band si distinguono in base alla funzione (batterista, chitarrista, etc), come probabilmente degli animali che all'uomo sembrano identici riescono nell'ambito del proprio gruppo a dotarsi di un'identità individuale. Ma come fanno i giovani punk quando devono rapportarsi con una realtà esterna a quella della propria band? Essi hanno inventato il sistema di riconoscimento che è diventato tipico del punk giovanile: la spilletta. Facile ed economica da realizzare, la spilletta è diventata la bandiera di questa gioventù inutile. Ogni gruppo fa stampare la sua cazzo di spilletta di merda in modo da poter essere inequivocabilmente riconosciuto dagli altri stronzi: «Toh, quel tipo ha delle bacchette da batterista in tasca e porta la spilletta dei My Mother Hates Me So I Cry A Lot, credo proprio che sia il batterista dei My Mother Hates Me So I Cry A Lot».
L'ultima frase direi che capita proprio a fagiuolo per introdurre il prossimo argomento: i merdosissimi nomi dei gruppi di punk giovanile. Passata da un pò la moda del sigla+numero (blink182, sum41, aggettivo7... ah no, questo no), probabilmente per il fatto che è risultata inadatta a distinguere in modo univoco tanti gruppi così uguali tra loro, ora le band si danno nomi sempre più lunghi, delle frasi che li facciano apparire alternativi. Jimmy eat world, Q and not you, Panic at the disco. Quasi avessero letto da qualche parte (ma sappiamo che è impossibile che abbiano letto alcunchè) che i cani ricordano meglio i nomi corti e secchi, parrebbe quasi che si siano scelti nomi lunghi e non mnemonici nel tentativo di farsi considerare più di semplici bestie.
Tentativo fallito: suonate come cani, puzzate come porci e siete stupidi come galline. Ah, mi è appena venuta in mente un'altra peculiarità dei giovani punk. Essi stanno riunificando i sessi: i maschi si mettono l'eye-liner e lo smalto sulle unghie, si fanno delle acconciature elaborate che li rendono simili a femmine, si agghindano persino con più spillette braccialettini e polsini di Cindy Lauper. Le donne invece si riempiono di piercing (osceni) come un buzzurro puzzolente delle tribù e adornano i loro zozzi corpi con tatuaggi da camionista, che starebbero bene (forse) solo sul serbatoio di una Harley Davidson. Uomini simili a donne, donne simili a uomini, e tutti fanno cagare.
Non hai paura che tuo figlio possa diventare uno di loro?
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